Afrodite

Afrodite accovacciata è il titolo di una splendida scultura in bronzo, realizzata da Doidalsa di Bitinia. Siamo circa nel 250 a.C. Ad oggi, una delle copie ritenute migliori della scultura è quella in marmo, conservata nel museo romano di Palazzo Massimo a Roma.

Ma la bellezza senza tempo della Venera è ancora oggi una fonte di ispirazione molto importante per molteplici forme d’arte come il teatro…

Palazzo Altemps: tra antico e moderno

Istituito nel 1889 per ospitare le antichità di Roma, il Museo Nazionale Romano conserva la raccolta archeologica più importante del mondo. Attualmente la collezione è articolata in diverse sedi espositive, che raccolgono i materiali divisi per contesti di provenienza, natura e collezioni come quello di Palazzo Massimo. Il museo ha sede all’interno del quattrocentesco Palazzo fatto edificare da Girolamo Riario e passato nel 1568 alla famiglia Altemps. Al suo interno possiamo trovare ad esempio la collezione Boncompagni Ludovisi. Tra le 104 sculture che lo Stato riuscì ad acquisire, ora esposte nelle sale del Palazzo, si possono ammirare il Galata suicida, Oreste ed Elettra, Ares, la Testa di Giunone ed il famoso originale greco del V sec. a.C. cosiddetto “Trono Ludovisi”. Troviamo, inoltre, la collezione del cardinale Marco Sittico Altemps, mentre nei portici del cortile e nelle sale del primo piano, sono esposte le opere relative alla collezione Mattei, precedentemente conservate nel Museo delle Terme di Diocleziano.

Afrodite
Fonte: Museo Nazionale Romano

I segni del tempo

Il palazzo si trova poco distante da Piazza Navona, nel cuore della città di Roma. Percorrendo la riva sinistra del Tevere, arriviamo in Campo Marzio e proprio nella Piazza Sant’Apollinare scorgiamo l’edificio.

In principio fu edificato nel XVesimo secolo per volontà di Girolamo Riario, signore di Imola e nipote di Papa Pio IV. Nel 1568 l’edificio fu poi acquistato dal cardinale Marco Sittico Altemps, il quale decise di stabilirvi la propria residenza. Questa fu ampliata ed impreziosita di decorazioni pittoriche, con ad esempio la magnifica collezione di antichità e la preziosa raccolta libraria. Fino alla metà dell’800 gli Altemps vissero lì, finchè la proprietà passò in eredità a Giulio Hardouin, padre della duchessina Maria, la quale sposò nella chiesa di S. Aniceto a Palazzo Altemps Gabriele D’Annunzio. Siamo nel 1883.

Nel 1982 fu promulgato, invece, il primo atto dell’acquisizione di Palazzo Altemps da parte dello Stato italiano. Ma solo nel 1997 fu aperto il museo al pubblico e nel 2006 furono completate le operazioni di restauro.

A Palazzo Altemps si va in scena!

Martedì 14 aprile e 28 aprile andrà in scena una nuova performance di Artestudio: AFRODITE a cura di Riccardo Vannuccini.

Il 14 aprile lo spettacolo si terrà nella Sala del Galata di Palazzo Altemps con AFRODITE 25’, in una fascia oraria abbastanza ampia.

Infatti, la performance, della durata di 20–25 minuti circa, verrà svolta in tre momenti dalle ore 16 alle ore 18. Nell’arco di queste tre fasce orarie si potrà assistere allo spettacolo alle ore 16.00-17.00-18.00. In questo modo si potrà offrire agli spettatori la possibilità di vivere l’esperienza in maniera intima e ravvicinata.

Il 28 aprile ArteStudio si esibirà, invece, nel cortile di Palazzo Altemps con IL COLLEZIONISTA, a cura di Yoko Hakiko. La performance è nata dall’ispirazione al collezionismo, al lavoro di restauro, ai ritrovamenti,  dove il groviglio di corridoi e le numerose sale che caratterizzano l’edificio diventano metafora della vicenda umana e al tempo della complessità. Qui gli artisti ed il pubblico diventano un’unica essenza. Gli spettatori non sono soltanto ospiti, ma diventano parte di quel flusso che trattiene passato e futuro!

Anche il 28 lo spettacolo si terrà alle ore 16.00-17.00-18.00 con la performance IL COLLEZIONISTA.

L’evento sarà incluso nel biglietto del museo.

Afrodite
Fonte: ArteStudio

 

Il gioco della finzione

Riccardo Vannuccini Della Pietra, laureato in Storia del Teatro a Roma, ha studiato Composizione con Domenico Guaccero. Egli ha debuttato in teatro con un suo spettacolo nel 1978 al festival dell’ Avanguardia a Roma.  Regista, attore, scenografo, direttore artistico, scrittore e raffinato pensatore, Vannuccini si è lasciato ispirare dalla celebre statua di Afrodite al bagno. Egli propone al pubblico una fusione con il passato, un timido incontro con la bellezza senza tempo.

La dea, immobile in una posa che evoca un principio di movimento, suggerendo libertà. Questa racchiude in sé una bellezza eterea, estrema presenza scenica.

Il suo corpo, così affascinante ed estremamente elegante allo stesso tempo, sembra vegliare sul mondo. Lo spettacolo offre sicuramente prospettive inedite sul modo di guardare, o meglio su come conservare la memoria dello sguardo.

Afrodite
Fonte: Catalogo Generale dei Beni Culturali

 

Il progetto di ARTESTUDIO, comprende attività sceniche e laboratoriali dedicate al contrasto e alla prevenzione della violenza sulle donne e sulle persone fragili, esplorando temi relazioni. Lo spazio museale diventa così il luogo privilegiato per sperimentare nuove forme di dialoghi tra la tradizione e il futuro culturale del nostro Paese.

Come sostiene Vannuccini: ” Il teatro  credo debba essere più vita. Sopra-vivere è superare l’essere quando quell’essere è strangolato dalla vita. Sopra-vivere dico io come gioco della finzione e dell’immaginario, del molteplice e della comprensione del reale che non si mostra. Nessuna recita, essere teatro semmai, e non fare teatro. Non è più tempo.”

 

 

Alessandra Marini

Sono una giovane studentessa in lettere moderne, nata a Spoleto anche se attualmente studio e vivo a Roma. Sono un’inguaribile amante di storie e film thriller. Nel mio tempo libero per staccare dal caos della Metropoli amo dipingere, scrivere e praticare numerosi sport. Mi definisco una ragazza tenace che segue le proprie aspirazioni. Per questo vorrei fare della mia passione più grande, ovvero la scrittura, il mio futuro lavoro.

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