Irena Sendler

Irene Sinlder fu un’infermiera e assistente sociale polacca. Irene passò alla storia collaborando con la Resistenza Zegota nella Polonia, occupata durante la Seconda guerra mondiale.  Irena Sendler fu l’angelo bianco che riuscì a fare del bene contro quell’agghiacciante malvagità ….

Irena Sendler
Irena Sendler

L’azione in silenzio

Irena nacque a Varsavia il 15 febbraio del 1910. Trascorse la sua infanzia a Otwock e nel febbraio del 1917, dopo la morte del padre,  si trasferì con la madre…

La ragazza ebbe la possibilità di studiare, si laureò e circa all’età di trent’anni divenne infermiera e lavorò come assistente sociale. La guerra incombeva nel frattempo e le truppe naziste invasero nel 1940 la Polonia.

Siamo nel ghetto di Varsavia.

Irena aveva intuito quali sarebbero state le conseguenze delle politiche razziali della Germania di Hitler.

La situazione divenne drammatica dopo il novembre del 1940, quando oltre 400.000 ebrei furono chiusi nel ghetto. Irena aveva un permesso sanitario di ingresso nel ghetto, all’interno del quale portava vestiario, cibo, soldi, e dal quale faceva uscire i bambini nascosti dentro le ambulanze o in borsoni e valigie, che nessuno si premurava di perquisire perché si sapeva che Irena lavorava a contatto con malattie contagiose.

Irene Sendler salvò 2500 bambini ebrei rinchiusi nel ghetto. Organizzò un piano: trovare nascondigli, vie di fuga, creare documenti falsi, rischiando ovviamente la sua vita.

Irena Sendler
Irena Sendler

Il rischio del sacrificio

Irena Sendler fu rischiò davvero molto. La sua vita era in pericolo! Irena infatti fu trovata e subito arrestata. Siamo nell’ottobre 1943. La Gestapo la torturò per costringerla a parlare. Le furono addirittura spezzate le gambe . I nazisti non riuscirono ad estorcerle i nomi dei suoi collaboratori né tantomeno a farle rivelare il nascondiglio delle liste dei bambini. Fu condannata a morte. Ma il bene in qualche modo riuscì a vincere sul male. Irene, infatti, si salvò perché a sua insaputa l’organizzazione Zegota corruppe l’ufficiale che doveva ucciderla. Una volta tornata finalmente libera, nel febbraio del 1944, Irena fu costretta a vivere in clandestinità perché risultava fucilata negli atti ufficiali.

Ciò non le impedì però, di riprendere la sua attività e portarla avanti fino alla liberazione della Polonia quando, utilizzando le liste nascoste nei vasetti di marmellata, fu possibile ricongiungere i bambini ai pochi genitori rimasti in vita.

 

Un esempio di speranza e audacia

Il 19 ottobre fu riconosciuta.

Nel 1949 Irena fu brutalmente interrogata dalla polizia segreta, che l’accusava di nascondere i soldati dell’esercito polacco “AK”. Era incinta e perse il bambino, ma ancora una volta non cedette.

Irena è stata insignita di molte onorificenze e riconoscimenti nel suo paese, compresa l’Aquila Bianca, la maggiore onorificenza polacca.

Riguardo al suo operato nella Zegota disse: «Avrei potuto fare di più. Questo rimpianto non mi lascia mai». Irene rivelò anche di non essere stata un’eroina, anzi dichiarò di non sopportare quando la definivano così.

Il 19 ottobre 1965 è stata riconosciuta Giusta fra le Nazioni a Yad Vashem e nel 1991 ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Israele.

È morta a 98 anni il 12 maggio 2008.

È stata inserita nel Giardino dei Giusti del Mondo di Padova nel 2010.

 

Il segno indelebile nella storia

Questa incredibile storia è stata motivo di ispirazione per alcuni registi, che hanno deciso di rappresentarla. Ad esempio, il film  “Il coraggio di Irena Sendler”, opera del regista John Kent Harrison. Altro film ispirato alla storia è “Irena Sendler: In The Name Of Their Mothers”  oppure Irena’s Vow e tanti altri che mantengono viva la memoria delle generazioni su quanto è accaduto durante la Seconda Guerra Mondiale.

Irene, chiamata anche l’angelo del Ghetto di Varsavia, ha attraversato l’Inferno, cercando di portare un po’ di bene, dove sembrava Dio si fosse scordato di esistere!

 

Irena Sendler
Irena Sendler

Alessandra Marini

Sono una giovane studentessa in lettere moderne, nata a Spoleto anche se attualmente studio e vivo a Roma. Sono un’inguaribile amante di storie e film thriller. Nel mio tempo libero per staccare dal caos della Metropoli amo dipingere, scrivere e praticare numerosi sport. Mi definisco una ragazza tenace che segue le proprie aspirazioni. Per questo vorrei fare della mia passione più grande, ovvero la scrittura, il mio futuro lavoro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *