Camminare nei boschi dei Monti Simbruini in autunno significa lasciare dietro il caos della città e ritrovare un ritmo lento, fatto di passi silenziosi e profumo di terra umida. Bastano poche ore fuori Roma per ritrovarsi immersi in una faggeta che in ottobre si accende di rosso, arancione e giallo vivo.
Ecco come vivo io questi luoghi e cosa non bisogna perdere quando la stagione cambia colore.
Sulle tracce del foliage tra Campaegli e la Valle del Simbrivio
Ogni volta che torno sui Simbruini cerco sentieri che sappiano sorprendermi. L’altopiano di Campaegli è il punto di partenza perfetto se cerchi una camminata senza pensieri, dove lo sguardo spazia tra radure aperte e alberi maestosi. I rami si intrecciano sopra la testa creando una volta naturale che filtra la luce del sole in modo magico.
Se invece vuoi camminare di più, la zona di Monte Livata e la Valle del Simbrivio offre percorsi che scendono lungo il fiume. Sentire lo scorrere dell’acqua mentre le foglie cadono lentamente è una delle immagini più rilassanti che la montagna laziale possa regalare in questa parte dell’anno. Per approfondire altri itinerari simili puoi dare un’occhiata anche a questa panoramica sui percorsi autunnali nel Lazio.
Camminare: zaino in spalla e rispetto per la montagna
L’autunno in quota non perdona la superficialità. Le giornate si accorciano in fretta e la nebbia può salire all’improvviso, trasformando una passeggiata semplice in una situazione scomoda.
Porto sempre con me scarponi con una buona suola per non scivolare sul tappeto di foglie bagnate, una giacca antivento e un thermos di tè caldo. Bastano poche regole per godersi la giornata in sicurezza e lasciare il bosco esattamente come lo si è trovato. Puoi verificare gli avvisi ufficiali sui sentieri consultando direttamente il portale del Parco Regionale dei Monti Simbruini.










