poesia di Pablo Neruda

Un ritratto profondo e malinconico del grande autore cileno: ogni espressione del suo viso sembra raccontare l’intensità e la passione travolgente che si respira nella poesia di Pablo Neruda

Le origini e la voce della natura nella poesia di Pablo Neruda

Per capire davvero l’anima di questo immenso autore, bisogna chiudere gli occhi e immaginare le terre selvagge del Cile meridionale, battute dalla pioggia e dal vento. È lì che il giovane Neftalí Reyes Basoalto, il suo vero nome, inizia a guardare il mondo con occhi diversi, prima ancora di scegliere il nome d’arte che lo renderà immortale. Leggere le prime opere e la poesia di Pablo Neruda significa immergersi fisicamente nelle fitte foreste sudamericane, sentire l’odore del legno bagnato e avvertire quella sottile malinconia tipica di chi osserva la grandezza della natura sentendosi piccolo. È una poesia che sa di terra e di mare, schietta e meravigliosamente umana.

poesia di Pablo Neruda
Fonte: Rai Cultura

L’amore tormentato e dolcissimo nella poesia di Pablo Neruda

Se c’è un motivo per cui questo scrittore abita sui comodini di tantissime persone, è la sua capacità di tradurre in parole il brivido dell’innamoramento e il tormento dell’abbandono. A soli vent’anni, pubblica versi che sono diventati la colonna sonora di generazioni di innamorati. Quando non troviamo le parole per dire a qualcuno quanto ci manca, spesso finiamo per rifugiarci nella poesia di Pablo Neruda: lui sapeva raccontare i battiti del cuore, la pelle, la gelosia e la passione meglio di chiunque altro. I suoi versi non sono mai banali, ma ci colpiscono dritti allo stomaco perché parlano di sentimenti che tutti, prima o poi, abbiamo provato.

La ribellione e l’impegno civile nella poesia di Pablo Neruda

La vita, però, sa essere crudele e bussa alla porta dell’autore portando con sé il dramma della guerra civile spagnola e l’uccisione del suo caro amico Federico García Lorca. Di fronte a tanta ingiustizia, qualcosa scatta dentro di lui. Da quel momento di dolore profondo, la poesia di Pablo Neruda cambia pelle: smette di sussurrare dolcemente alle orecchie degli amanti e comincia a gridare per difendere chi non ha diritti. Il poeta scende per strada, metaforicamente e non, abbracciando la causa degli oppressi dell’America Latina. I suoi scritti diventano un megafono per i popoli invisibili, trasformando l’arte in uno strumento potentissimo di lotta e di solidarietà.

L’esilio italiano e l’eredità eterna della poesia di Pablo Neruda

Il mondo intero riconosce la portata del suo genio nel 1971, consegnandogli il Premio Nobel per la Letteratura. Ma c’è una parentesi della sua vita che ce lo rende ancora più vicino: l’esilio in Italia. Nei primi anni Cinquanta, tra i colori di Capri e i profumi di Ischia, il poeta trova un rifugio sicuro per sé e per la sua amata Matilde. Tra i vicoli e le onde del nostro Mediterraneo, la poesia di Pablo Neruda fiorisce di nuovo, regalandoci immagini così vivide da aver ispirato, decenni dopo, il capolavoro cinematografico Il Postino. Neruda ci ha lasciati nel 1973, in un Cile spezzato dalla dittatura, ma la sua voce non si è mai spenta: è ancora lì, in ogni pagina sfogliata, pronta ad accoglierci come un caldo abbraccio.

Alessandra Marini

Sono una giovane studentessa in lettere moderne, nata a Spoleto anche se attualmente studio e vivo a Roma. Sono un’inguaribile amante di storie e film thriller. Nel mio tempo libero per staccare dal caos della Metropoli amo dipingere, scrivere e praticare numerosi sport. Mi definisco una ragazza tenace che segue le proprie aspirazioni. Per questo vorrei fare della mia passione più grande, ovvero la scrittura, il mio futuro lavoro.

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