Fennec

 Nati cinque cuccioli di fennec al Bioparco di Roma, le volpine del deserto che sembrano fatte apposta per un cartone animato, con le loro orecchie sproporzionate e giganti, e la reazione di tutti è stata la stessa: una valanga di “che carini!”. Ma dietro quella foto che fa il giro dei social c’è qualcosa di molto più grande della semplice tenerezza. Non è una coincidenza e non è stato un colpo di fortuna: è il risultato di mesi di lavoro nell’ombra, fatto di notti in bianco, controlli incrociati e una passione infinita da parte di biologi, veterinari e custodi che non smettono mai di crederci.

Genetica e cura: come nascono i progetti di riproduzione scientifica

Far nascere un cucciolo in un parco zoologico oggi è un lavoro di precisione quasi chirurgica. C’è una rete a livello europeo, conosciuta come EEP (EAZA Ex-situ Programmes), che in pratica funziona come un enorme registro genealogico condiviso. L’idea alla base è banale ma salva la vita alle specie: evitare la consanguineità e incrociare gli esemplari giusti per far crescere animali forti, sani e geneticamente vari. È una vera e propria rete di salvataggio. Se un giorno una specie dovesse trovarsi con l’acqua alla gola nel suo habitat naturale, questi programmi permettono di avere una “riserva di sicurezza” di individui pronti a dare una mano alle popolazioni selvatiche.

Dalle orecchie del fennec ai segreti del comportamento animale

Poter seguire una cucciolata di cinque fennec da vicinissimo è una fortuna sfacciata per chi studia gli animali. Provate voi a seguire i primi passi di una volpe nel mezzo del deserto del Sahara senza spaventarla o perderla di vista. Vedere dal vivo come la mamma gestisce i piccoli, come i cuccioli usano le orecchie per disperdere il calore o come imparano a muoversi sui primi ostacoli regala informazioni preziose. Sono dati su nutrizione, salute e comportamento che poi finiscono dritti nelle mani dei ricercatori che lavorano sul campo, per aiutarli a proteggere le specie direttamente dove vivono.

Un ponte tra la Capitale e la salvaguardia delle foreste

In fondo la filosofia è semplice e si chiama One Plan Approach: un’unica grande strategia che unisce la cura degli animali ospitati nei parchi alla protezione dei loro fratelli selvatici. Ogni nascita che festeggiamo a Roma serve a dare risonanza e fondi ai progetti contro il bracconaggio o la deforestazione dall’altra parte del pianeta. E poi c’è il lato umano: incrociare lo sguardo con questi cuccioli mentre muovono i primi passi fa riscoprire anche a noi quanto sia fragile il mondo là fuori e quanto valga la pena prendersene cura.

Per chi ha voglia di spulciare la mappa aggiornata delle specie a rischio e capire meglio come funziona la tutela della biodiversità, il punto di riferimento resta la IUCN Red List of Threatened Species.

Ilaria Bianchi

Redattrice sportiva, attrice e conduttrice. Laureata in Lingue, Culture e Letterature presso l’Università La Sapienza di Roma e con un Master in Luxury Brand Management, ha collaborato con diverse testate sportive, occupandosi in particolare di calcio e calciomercato. Dal 2022 è presenza televisiva, prima con il programma Donnavventura su Rai2, poi con Sportitalia e oggi come conduttrice del format Lazialità in onda su Lazio TV.
Appassionata di sport, cinema e comunicazione porta nei suoi lavori competenza, energia e una visione internazionale maturata grazie alle esperienze di studio e di vita all’estero.

Autori preferiti: Paulo Coelho, Alessandro Baricco
Registi preferiti: Federico Fellini, Paolo Sorrentino, Quentin Tarantino

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