Sport
  • Febbraio 25, 2026
  • Ilaria Bianchi
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C’è stato un tempo in cui bastavano una pista innevata o un campo in terra battuta per innamorarsi di uno sport. Oggi non è più così semplice. Il mondo sportivo sta cambiando rapidamente, ma quali sport rischiano di scomparire e quali invece di esplodere in base alle nuove generazioni, ai social e a un modo diverso di vivere il tempo libero?

Non conta più solo la competizione. Contano le emozioni, la condivisione, il sentirsi parte di qualcosa.

Ed è proprio qui che alcune discipline stanno perdendo terreno, mentre altre stanno trovando nuova vita.

 

Gli sport che fanno più fatica

Alcuni sport storici stanno attraversando un momento delicato. Non perché manchi il talento, ma perché spesso mancano accessibilità, visibilità e ricambio generazionale. Ad esempio sport di nicchia o tradizionali poco mediatici, come la lotta olimpica o il sollevamento pesi, o anche sport invernali come bob o slittino, che resistono principalmente grazie ai contributi olimpici ma mancano di praticanti di base.
Discipline che richiedono allenamenti massacranti o che sono associate a un alto rischio di infortuni, come il pugilato o l’enduro/motocross, vedono una contrazione nelle iscrizioni giovanili a favore di attività più gestibili.

Dopo anni di grande popolarità, anche lo snowboard paga il prezzo di stagioni invernali sempre più brevi e costi elevati. Per molti ragazzi, avvicinarsi a questo sport è diventato complicato. E quando l’accesso si riduce, anche i sogni iniziano ad essere limitati: molti sport infatti risentono dei costi elevati, anche il ciclismo su pista o discipline nautiche come la vela d’altura soffrono per gli altissimi costi delle attrezzature e delle infrastrutture rendendoli inaccessibili a molti ragazzi.

Il baseball, fuori dai Paesi dove è una tradizione, resta ai margini. Le regole complesse e i tempi lunghi non aiutano a conquistare una generazione abituata a ritmi più rapidi.

Ci sono poi sport percepiti come “lontani”. Golf, vela, equitazione: discipline affascinanti, ma spesso vissute come poco inclusive. Senza un vero lavoro sul territorio e un abbassamento dei costi, rischiano di restare mondi chiusi.

Le discipline che stanno conquistando le persone

Poi ci sono gli sport che parlano la lingua di oggi. Sono semplici, sociali, immediati. Ti fanno muovere, ma soprattutto ti fanno incontrare. Sono quelle discipline che combinano intensità, socialità e accessibilità.

Tra questi troviamo il Padel, è ovunque. Nei centri sportivi, tra amici dopo il lavoro, nei weekend. Il segreto? È facile iniziare, divertente giocare e naturale condividere.

Abbiamo anche una crescita degli sport urbani o ibridi come calisthenics, skate, allenamenti funzionali: nascono nelle piazze e vivono sui social. Non servono grandi strutture e non ci sono costi elevati, basta un corpo, uno spazio e voglia di mettersi in gioco. Ad esempio Hyrox, una maratona del fitness: sta guadagnando una popolarità enorme. È una disciplina che combina corsa e stazioni di allenamento funzionale, adatta sia ad atleti che a principianti, diventando un vero trend globale per scolpire un fisico funzionale.

Soprattutto tra le donne, sta crescendo il Netball. È uno sport che mette al centro il gruppo, il movimento continuo, il rispetto dei ruoli. E forse è proprio questa energia collettiva a renderlo così attrattivo.

 

Giovani, appartenenza e storie vere

I ragazzi oggi non cercano solo una vittoria. Cercano appartenenza, identità, relazioni.

Gli sport che crescono sono quelli capaci di creare comunità, raccontarsi bene online e abbattere barriere economiche e culturali. Anche i media stanno cambiando: meno numeri, più storie. Meno trofei, più persone.

Forse il vero cambiamento è questo: lo sport non è più solo performance. È esperienza, inclusione, possibilità.

Vincere resta importante, ma oggi conta anche far sentire qualcuno visto, accolto, parte di una squadra.

Ilaria Bianchi

Redattrice sportiva, attrice e conduttrice. Laureata in Lingue, Culture e Letterature presso l’Università La Sapienza di Roma e con un Master in Luxury Brand Management, ha collaborato con diverse testate sportive, occupandosi in particolare di calcio e calciomercato. Dal 2022 è presenza televisiva, prima con il programma Donnavventura su Rai2, poi con Sportitalia e oggi come conduttrice del format Lazialità in onda su Lazio TV.
Appassionata di sport, cinema e comunicazione porta nei suoi lavori competenza, energia e una visione internazionale maturata grazie alle esperienze di studio e di vita all’estero.

Autori preferiti: Paulo Coelho, Alessandro Baricco
Registi preferiti: Federico Fellini, Paolo Sorrentino, Quentin Tarantino

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