Ondina
  • Aprile 12, 2026
  • Ilaria Bianchi
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Trebisonda Valla il suo vero nome, ma per tutti fin da adolescente, diventerà semplicemente “Ondina”, un soprannome nato da un refuso giornalistico e poi adottato da chi la conosceva. Sin da bambina Ondina mostra un’energia e una grinta fuori dal comune. A soli undici anni partecipa alle prime gare scolastiche, cimentandosi nel salto in alto e nella corsa a ostacoli. A tredici anni è già una promessa dell’atletica leggera italiana. L’anno successivo vince i primi titoli nazionali e indossa i colori della Virtus Atletica Bologna. Ma più di ogni risultato, ciò che colpisce è la sua determinazione: ogni gara è un’occasione per mettersi alla prova, per crescere, per dimostrare che una ragazza può essere forte quanto un ragazzo.

La sua amicizia-rivalità con Claudia Testoni diventa leggendaria. In pista si sfidano con intensità, fuori diventano inseparabili. È una relazione che racconta il vero spirito dello sport: competere senza mai perdere il rispetto e l’affetto reciproco. Ondina non si limita a correre, salta o scavalca ostacoli: costruisce un esempio per tutte le giovani donne italiane, mostrando che la passione e la tenacia non hanno genere.

Berlino 1936: il trionfo di Ondina che ha cambiato tutto

 

Il momento più alto della carriera di Ondina arriva a Berlino, alle Olimpiadi del 1936. Il 5 agosto corre la semifinale degli 80 metri ostacoli e stabilisce un record mondiale con 11,6 secondi. Il giorno seguente, in una finale mozzafiato, vince l’oro con 11,7 secondi, separata dalla seconda solo di pochi millesimi. Claudia Testoni, la sua eterna rivale, arriva quarta. Con quella vittoria, Ondina Valla diventa la prima donna italiana a conquistare una medaglia d’oro olimpica.

Il suo successo non è solo sportivo: nell’Italia fascista diventa un simbolo di forza e bellezza, un esempio di gioventù vigorosa e moderna. Ma Ondina corre per se stessa, per il piacere di superare i propri limiti, per dimostrare che le donne possono essere incredibilmente forti, capaci di eccellere, capaci di ispirare. A soli vent’anni, lascia un segno indelebile nella storia dello sport italiano.

Oltre le gare: la forza che resta

 

Negli anni successivi continua a gareggiare, anche se la schiena comincia a darle problemi e la costringe a rallentare. Ma Ondina non si arrende mai. Continua a vincere titoli italiani, partecipa ai Giochi universitari di Tokyo e resta un punto di riferimento per chi ama l’atletica. E quando decide di appendere le scarpe al chiodo, la sua presenza non scompare: non servono solo medaglie o trofei per capire chi fosse. Ci sono le foto, gli articoli, le storie di chi l’ha vista correre con un sorriso e una determinazione incredibile.

Ondina non correva solo per vincere, correva per dimostrare che non esistono limiti per chi crede in se stessa. La sua forza stava nella volontà, nella resilienza e nella capacità di ispirare chi le stava intorno. Ogni ostacolo diventava una sfida, ogni traguardo un modo per dire: “Non fermarti, puoi farcela”. La medaglia d’oro, il pettorale, le coppe, tutto racconta la storia di una donna che ha superato ogni barriera, fisica e sociale, e che ha aperto la strada a generazioni di atlete.

Ondina Valla ci ha insegnato che correre oltre gli ostacoli non significa solo vincere una gara: significa avere il coraggio di credere nella propria forza, anche quando tutto sembra contro di te. Oggi il suo nome vive nella Hall of Fame FIDAL, nelle targhe e nelle piscine a lei dedicate, ma soprattutto vive nei cuori di chi non smette mai di lottare. La sua eredità è semplice ma potente: essere donna non è mai stato un limite, ma un’opportunità per mostrare quanto si può essere forti.

Ilaria Bianchi

Redattrice sportiva, attrice e conduttrice. Laureata in Lingue, Culture e Letterature presso l’Università La Sapienza di Roma e con un Master in Luxury Brand Management, ha collaborato con diverse testate sportive, occupandosi in particolare di calcio e calciomercato. Dal 2022 è presenza televisiva, prima con il programma Donnavventura su Rai2, poi con Sportitalia e oggi come conduttrice del format Lazialità in onda su Lazio TV.
Appassionata di sport, cinema e comunicazione porta nei suoi lavori competenza, energia e una visione internazionale maturata grazie alle esperienze di studio e di vita all’estero.

Autori preferiti: Paulo Coelho, Alessandro Baricco
Registi preferiti: Federico Fellini, Paolo Sorrentino, Quentin Tarantino

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