Al Bioparco della Capitale c’è un’aria tutta nuova e la gioia è contagiosa: sono arrivati cinque cuccioli di fennec. Chiunque incroci il loro sguardo non può fare a meno di sorridere. Due occhi neri e vispi, un musetto vispo e due orecchie talmente grandi da sembrare quasi sproporzionate rispetto a quel corpicino di neanche un chilo. I piccoli, venire alla luce circa un mese fa, sono finalmente pronti a mettere il naso fuori dal loro rifugio e a conquistare il cuore dei visitatori.
Una nuova vita preparata con cura e amore per i cuccioli di Fennec
I protagonisti di questa bellissima storia sono mamma Bella e papà Rocco. Lei ha sette anni ed è romagnola… anzi, romana d’adozione, essendo nata proprio tra le mura del parco. Lui è arrivato dall’Europa dell’Est, precisamente dallo zoo di Cracovia, grazie a un programma di tutela internazionale per la salvaguardia della specie. Tra i due l’intesa è stata immediata. Come farebbero nel cuore del Sahara, hanno scavato insieme una tana profonda nella sabbia e lì, al riparo dal mondo esterno, Bella ha dato alla luce i suoi piccoli. Adesso è il momento delle prime coccole alla luce del sole, dello svezzamento e dei primi passi incerti nel mondo artificiale ma protetto che li ospita.
Una meraviglia della natura fatta per il deserto : Fennec
Guardarli muovere i primi passi fa tenerezza, ma il fennec è in realtà un piccolo miracolo di resistenza. Originario delle distese aride dell’Africa settentrionale, è in grado di sfidare il caldo più torrido grazie a una trovata geniale della natura: quelle orecchie enormi non servono soltanto a sentire i movimenti impercettibili sotto la sabbia, ma funzionano come dei veri e propri “climatizzatori” naturali per smaltire il calore. In più, questi piccoli canidi sono animali romantici e fedeli: vivono in coppia per tutta la vita e crescono i figli tenendo la famiglia sempre unita.
Una nascita che invita a riflettere
Dietro l’emozione per queste nuove vite, però, c’è un messaggio importante da non dimenticare. Purtroppo, la bellezza del fennec è anche la sua condanna: in molte zone d’origine questi animali vengono ancora cacciati o catturati da piccoli per diventare impropriamente “animali domestici” o trofei da esibire con i turisti. Ecco perché festeggiare cinque nuove nascite in un contesto protetto non è soltanto una notizia che fa bene al cuore, ma è un promemoria fondamentale: la natura va rispettata, amata e, soprattutto, difesa.














































