C'era una volta

C’è qualcosa di profondamente autentico quando la danza smette di essere solo tecnica e diventa racconto. Sabato 6 giugno, al Teatro Comunale “Don Bosco” di Lanuvio, lo spettacolo “C’era una volta…” ha portato in scena qualcosa che va oltre la danza: un percorso interiore, costruito negli anni e guidato dalla maestra Liana Ponzone (Basma Maisa). Promosso dall’A.S.D. Compagnia d’Arme Sancto Eramo, con il patrocinio del Comune di Lanuvio, lo spettacolo ha unito movimento, parola e musica in un unico flusso. Un viaggio continuo, proprio come i ricordi.

Il ritorno alle origini: C’era una volta

Il titolo non è casuale. “C’era una volta…” non richiama solo l’immaginario delle fiabe, ma qualcosa di più intimo: le bambine che ogni donna protagonista della serata è stata, ognuna con i propri sogni, realizzati poi in modi diversi, nel corso della vita.
È su questo che si è costruito l’intero spettacolo. Non una semplice esibizione di danza orientale, ma un ritorno simbolico all’infanzia, a quella parte autentica, fragile e libera che spesso, crescendo, si mette da parte.
Ogni coreografia, ogni gesto, ogni momento scenico sembrava riportare lì: a un tempo in cui il corpo non era giudicato, ma semplicemente vissuto. Un tempo in cui esprimersi era naturale, senza filtri.

Il corpo come spazio di libertà

Ed è proprio questo uno degli aspetti più forti del lavoro portato avanti dalla maestra: restituire al corpo il suo ruolo di linguaggio. Sul palco si sono viste donne diverse, con età che spaziano dai 30 ai 70 anni, ognuna con il proprio vissuto. Eppure, quella diversità non ha creato distanza, ma profondità. Perché la danza, in questo contesto, non era una performance da dimostrare, ma un’esperienza da attraversare.

Non si cercava la perfezione, ma la verità. Non l’uniformità, ma l’identità. Accanto al movimento, la presenza di momenti recitati, musicali e interventi narrativi ha rafforzato questa dimensione emotiva, trasformando lo spettacolo in un racconto stratificato, fatto di immagini, suoni e parole. Emozioni profonde e risate.

Una comunità che si riconosce

C’è un elemento che resta, più di tutti: il senso di comunità. Questo progetto non si limita a formare danzatrici. Costruisce spazi sicuri, inclusivi, dove ogni donna può ritrovarsi, condividere, crescere.

E questo si percepisce chiaramente anche dal pubblico. Non solo spettatori, ma partecipanti emotivi. Attenti, coinvolti, presenti. “C’era una volta…” allora diventa qualcosa di più di un titolo. Diventa una chiave.

Un modo per ricordare da dove si parte, per riconnettersi con quella parte di sé che non chiede altro che essere ascoltata.

Per una sera, la danza ha fatto esattamente questo: ha riportato tutti, sul palco e in platea, a quel punto iniziale dentro ognuno di noi. Quando tutto era ancora possibile.

Ilaria Bianchi

Redattrice sportiva, attrice e conduttrice. Laureata in Lingue, Culture e Letterature presso l’Università La Sapienza di Roma e con un Master in Luxury Brand Management, ha collaborato con diverse testate sportive, occupandosi in particolare di calcio e calciomercato. Dal 2022 è presenza televisiva, prima con il programma Donnavventura su Rai2, poi con Sportitalia e oggi come conduttrice del format Lazialità in onda su Lazio TV.
Appassionata di sport, cinema e comunicazione porta nei suoi lavori competenza, energia e una visione internazionale maturata grazie alle esperienze di studio e di vita all’estero.

Autori preferiti: Paulo Coelho, Alessandro Baricco
Registi preferiti: Federico Fellini, Paolo Sorrentino, Quentin Tarantino

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