“Tutto ciò che ho disegnato prima dei 70 anni non merita attenzione. A 100 anni forse sarò un vero artista”. Queste sono le parole del grande artista giapponese Katsushika Hokusai. Ma conosciamolo meglio!
Artisti si nasce
Katsushika racconta che fin dall’età di sei ha avuto la mania di copiare la forma delle cose, e dal mezzo centinaio in poi ha pubblicato molti disegni. Egli, dichiara, però che tra quello che ha raffigurato in settant’anni non c’è nulla degno di considerazione. A settantatré anni ha affermato di avere intuito l’essenza della struttura di animali e uccelli, insetti e pesci, della vita di erbe e piante e di conseguenza ad ottantasei avrebbe voluto progredire oltre. Egli in un’intervista disse: ” A novanta ne avrò approfondito ancor più il senso recondito e a cento anni avrò forse veramente raggiunto la dimensione del divino e del meraviglioso. Quando ne avrò centodieci, anche solo un punto o una linea saranno dotati di vita propria. Prego quelli tra loro signori che godranno di lunga vita di controllare se e quanto sostengo si rivelerà infondato”.

La grande onda
L’artista deve la sua fama universale alla sua opera più importante: La Grande Onda, la più nota della serie delle Trentasei vedute del Monte Fuji. Quest’opera è degna di nota non solo per la tecnica e la bellezza che racchiude ma anche per la sua notevole influenza che le riproduzioni delle sue opere ebbero sugli artisti parigini di fine Ottocento, tra i quali Manet, Toulouse Lautrec, Van Gogh e Monet, protagonisti del movimento del Japonisme. L’opera di Hokusai è vastissima e versatile, e ha avuto grande diffusione nel tempo grazie ai numerosi seguaci.
Tale opera unisce estetica tradizionale e linguaggio visivo dinamico. La rappresentazione de panorama senza fiato del Monte Fuji è il simbolo della maestosità del Giappone. L’opera è la fusione tra l’eterno e l’effimero, cattura l’essenza dell'”ukiyo” e cioè del mondo fluttuante!
Vincent van Gogh affermò: “Quello che invidio ai giapponesi è l’estrema limpidezza che ogni elemento ha nelle loro opere […]. Le loro opere sono semplici come un respiro e riescono a creare una figura con pochi, ma decisi tratti, con la stessa facilità con la quali ci abbottoniamo il gilet. Ah, devo riuscire anche io a creare delle figure con pochi tratti”.

Il maestro della xilografia
Katsushika è stato decretato il maestro della xilografia. Egli, ha infatti importato questa tecnica a dei livelli mai raggiunti fino ad ora. Nelle serie “Le Trentasei vedute del Monte Fuji” introdusse il blu di Prussia, sfumature atmosferiche, contrasti cromatici mai visti prima…
Attraverso la xilografia riesce a rappresentare perfettamente il movimento, rendendo inoltre il paesaggio il vero protagonista delle sue opere. L’artista introduce profondità spaziale, punti di vista insoliti, una prospettiva ispirata affacciandosi all’arte europea.

Egli, dunque, è ricordato come il più grande xilografo giapponese per aver ampliato le tecniche, i linguaggi e le possibilità espressive della xilografia.
L’arte giapponese arriva a Roma
A Palazzo Bonaparte, in piazza Venezia, è stata allestita una mostra dedicata all’artista dal 27 marzo al 29 giugno 2026.
Sono state esposte oltre 200 opere, tra cui stampe xilografiche, disegni, libri illustrati, oggetti vari della cultura giapponese. Sono incluse nella mostra opere celebri come La grande onda di Kanagawa e le Trentasei vedute del Monte Fuji, prese in prestitto dal Museo Nazionale di Cracovia.































































































































