melodramma

Il melodramma, un genere innovativo nelle corti del secolo ‘600. Il termine deriva direttamente dal greco “melos”, cioè canto e “drama”, ovvero azione teatrale. Trattasi di un’opera lirica in cui la recitazione si svolge, appunto, attraverso il canto e la musica. Ma vediamolo ora nello specifico…

L’origine : Euridice

Il melodramma nasce in Italia nel 1600 nella città di Firenze, dove viene messa in scena l’opera “Euridice” ideata da Jacopo Peri e Giulio Caccini. I due avevano ideato tale genere per celebrare i festeggiamenti del matrimonio tra Enrico IV e Maria de’ Medici. Lo scopo era quello di riportare in vita l’antica tragedia greca. Lo spettacolo era rivolto ad una classe ricca, aristocratica e soprattutto colta. In modo tale questo target di pubblico poteva comprendere i difficili argomenti affrontati. Si trattava di uno spettacolo serio, basato sulla mitologia che aveva l’obiettivo di impressionare il pubblico. Infatti, il mito di Orfeo ed Euridice narra storia d’amore tra i due. Orfeo era un musicista, il quale deciderà per amore di scendere negli Inferni in seguito alla morte della sua amata, fallendo però nel tentativo di riportarla nel mondo dei vivi.

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Fonte: Alamy.it

 

Dalle corti ai teatri

Il melodramma si diffonde poi nelle varie corti italiane ed ottiene talmente tanto successo che viene proposto anche fuori dalle corti stesse. Infatti, nel 1637 a Venezia per la prima volta nel teatro di San Cassiano viene rappresentato il genere del melodramma, a pagamento. Da qui in poi il melodramma si diffonde precipitosamente il tutta Italia.

Nel corso del ‘600 si assiste ad una evoluzione del melodramma. Infatti, il cosiddetto recitar cantando era abbastanza monotono e dunque noioso. Di conseguenza si pensò che ci fosse la necessità di innovarlo. A tal proposito si inserì Claudio Monteverdi che introdusse le arie cantate solitamente da un solo cantante o in duetto. Queste parti erano sicuramente più melodiche, meno noiose ed inoltre fungevano da lente introspettiva per la psicologia dei personaggi.

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Fonte: Musica Colta

La serva padrona

Trattasi di un’opera definita buffa, composta da Giovan Battista Pergolesi. Questa è stata messa in scena del 1733, riscuotendo un enorme successo in Europa. Quest’opera nacque come un intermezzo, dunque doveva essere rappresentato in scena tra un atto, o tempo, e l’altro di un’opera appunto seria. Essendo un’opera buffa la trama era simile a quella di una commedia, caratterizzata da inganni vari e numerosi equivoci. Difatti la trama si basa sulla storia di una certa Serpina , una serva molto scaltra che tramite l’inganno riesce a sposare il suo padrone Uberto, un vecchio scapolo. Vi è dunque l’inganno e l’ascesa sociale: da serva Serpina diventa anch’essa la padrona!

 

L’importanza dell’arte scenica

L’arte scenica è fondamentale per la conoscenza del proprio essere e dei meccanismi psicologici. Può essere definito uno strumento utile per scoprire l’introspezione personale e non solo…

Fin dall’antichità il teatro veniva visto come luogo per la cosiddetta catarsi, ovvero vivere a pieno ciò a cui si stava assistendo provando le emozioni dei personaggi della vicenda tragica.  Si credeva fermamente che questa immedesimazione nell’altro potesse purificare il proprio animo.

Dunque, con tutte le sue innovazioni l’arte scenica continua ad avere un ruolo fondamentale all’interno della società. In questo scenario si inserisce il melodramma. Infatti, possiamo intenderlo come uno spettacolo totalizzante, completo, dal momento in cui in questo genere si incontrano musica, canto, poesia, mitologia, scenografia e ovviamente recitazione teatrale. Dunque, l’arte scenica unisce tanti e diversi codici espressivi con il fine di creare un mondo potenziato dall’illusione, la quale porta all’arricchimento dell’anima.

E Goldoni?

Goldoni fu il vero rivoluzionatore del genere del melodramma. Siamo nel 18esimo secolo, quando egli introdusse il dramma giocoso. Egli, infatti ha eliminato i ruoli fissi trasformando l’opera buffa, inserendo all’interno della narrazione la danza ed esplorando la matrice psicologica dei personaggi, rendendo il melodramma un fatto sociale. Goldoni, ha dunque, ridefinito questo genere, dove si fondono elementi sia realistici che comici. Ne è un esempio l’opera intitolata Il filosofo di campagna del 1754. Un altro esempio è sicuramente la Bottega del caffè o Il gondoliere di Venezia. La danza ha un’importanza rilevante, questa non è un semplice intermesso bensì parte integrante della narrazione, utile per alternare il ritmo dell’opera.

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Fonte: Wikipedia

Il melodramma, lente della società odierna

Ad oggi il melodramma non possiamo assolutamente ritenere sia scomparso. Con certezza è un genere che si è evoluto. Questo ha seguito, infatti, il cambiamento della società e dei suoi gusti. Non lo troviamo più solamente rappresentato nei teatri, bensì ha contribuito alla creazione di un importante corpo per le serie tv o le soap. Inoltre, nonostante la tecnologia abbia cambiato ogni cosa, il pubblico necessita ancora di emozionarsi, di vivere e sfogare le proprie emozioni.

Comunque, le grandi opere, come La Tosca o La Traviata, continuano ed essere rappresentate e dunque a vivere nei grandi teatri storici come la Scala di Milano.

Famosa è la cosiddetta cultura Verdi superstar, cioè rappresentazioni moderne e rivisitate delle opere di Giuseppe Verdi. Questo ha reso Verdi, un compositore classico, a simbolo della cultura pop. Ad esempio, nella città di Bassano, vengono organizzati vari spettacoli che fondono il teatro con la musica.

Verdi è una figura molto importante anche nel mercato di DVD o all’interno del collezionismo di prodotti musicali. Famose sono le cos’ chiamate donne di verdi o le eroine del Verdi superstar. Queste donne fanno parte di un progetto chiamato “Le donne di Verdi”, ideato dall’artista Roberta Musi.

Gli artisti come quelli della Fondazione Carratelli, fanno rivivere le eroine tramite le opere verdiane. Si celebra la figura femminile presente nelle opere di Verdi, mettendone in luce i contrasti, ombre, la complessità della psicologia attraverso diverse forme artistiche. Infatti, vi sono diverse tipologie di iniziative, come ad esempio come mostre o murales dell’Artkademy con lo scopo di essere la lente o meglio lo specchio della nostra società!

 

Alessandra Marini

Sono una giovane studentessa in lettere moderne, nata a Spoleto anche se attualmente studio e vivo a Roma. Sono un’inguaribile amante di storie e film thriller. Nel mio tempo libero per staccare dal caos della Metropoli amo dipingere, scrivere e praticare numerosi sport. Mi definisco una ragazza tenace che segue le proprie aspirazioni. Per questo vorrei fare della mia passione più grande, ovvero la scrittura, il mio futuro lavoro.

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