La stampa è stata l’invenzione più importante dell’età moderna. Tale innovazione è stato il primo strumento di comunicazione di massa. Ha radicalmente cambiato il modo di diffusione delle idee e della cultura, sotto ogni punto di vista. Con la sua introduzione, il modo in cui fluiva la cultura è stato completamente trasformato. I costi di produzione dei libri sono diminuiti e l’accesso alla lettura è stato facilitato.
Le vere origini della stampa
Le origini della stampa affondano le proprie radici nell’antichità…
Questa è stata, infatti, inventata in Cina dal tipografo Bing Sheng tra il 1041 il 1048. Egli, durante la dinastia Song, sviluppò una tecnica basata su caratteri mobili in argilla . Originariamente per stampare si usavano dei caratteri che dovevano essere fissi. Prima di tutto si intagliava l’intera pagina da stampare su un blocco di legno , dopo di ciò si inumidiva con inchiostro ed infine la si imprimeva su un supporto, solitamente la carta. Uno dei testi più antichi stampati con questo sistema sopravvissuto fino a noi è il Sutra del Diamante, che risale all’anno 868 d. C.
Questo testo ci dimostra in che modo gli stampatori cinesi avessero raggiunto un così elevato grado di efficienza tecnica. Dalla Cina, la stampa a caratteri fissi raggiunse altri territori in Asia e in Europa.
La stampa in Europa
L’inventore ufficiale della stampa fu Johannes Gutenberg. Egli sostituì il legno con il metallo per la stampa dei blocchi di segni tipografici e lettere. Inoltre, Gutenberg applicò il concetto di replica per rendere il carattere disponibile in grandi quantità e a diverse fasi di stampa. Infatti le lettere erano create al contrario in ottone e poi le repliche realizzate da questi stampi versando piombo fuso. I ricercatori hanno ipotizzato che Gutenberg abbia utilizzato un sistema di colata in sabbia per creare gli stampi in metallo. Il processo di Gutenberg ha funzionato in modo impeccabile avendo prodotto il proprio inchiostro con basi oleose per essere apposto sul metallo anziché sul legno. Egli è stato anche in grado di perfezionare il metodo per appiattire la carta da stampa utilizzando un torchio, tradizionalmente usato per spremere l’uva per produrre il vino: venne così inventata la pressa per stampare. Tale innovazione, basata su caratteri in lega metallica riutilizzabili e un torchio ispirato a quello del vino, ha permesso la riproduzione in serie di testi. Il primo libro stampato fu la Bibbia a 42 linee. Dunque, Gutenberg non inventò la stampa in sé , infatti esisteva già la xilografia ma fu grazie a lui che iniziò la vera rivoluzione della cultura. Grazie alla diaspora dei tipografi, la tecnica si diffuse rapidamente, arrivando in Italia già nel 1460-1470. La stampa ha avuto un impatto fortissimo sulla società. Ha permesso che l’accesso alla cultura fosse facilitato, ha democratizzato la conoscenza e soprattutto facilitò la diffusione delle idee della Riforma protestante di Martin Lutero!

La Bibbia di Gutenberg
Gutenberg chiese del denaro in prestito da Johannes Fust per finanziare il suo progetto. Nel 1452 i due divennero compagni d’affari per creare dei libri, così si misero a stampare calendari e opuscoli. Nel 1453, Gutenberg produsse l’unico libro uscito dalla sua bottega: una Bibbia. Si stima che abbia stampato 180 copie della Bibbia di Gutenberg di 1.300 pagine, di cui ben 60 su pergamena. Ogni pagina della Bibbia conteneva 42 righe di testo in caratteri gotici, a doppia colonna e con alcune lettere a colori.
Il suo più grande risultato fu la prima tiratura della Bibbia in latino. Egli impiegò tre anni per stampare circa 200 copie, un risultato miracolosamente veloce ai tempi dei manoscritti copiati a mano.
Le sue stampe vennero sequestrate dai suoi creditori e Gutenberg morì senza un soldo. Altri tipografi tedeschi fuggirono altrove, arrivando a Venezia. Alla fine del XV secolo era, infatti, il fulcro delle spedizioni del Mediterraneo e divenne, proprio grazie all’invenzione di Gutenberg, anche il motore della diffusione della conoscenza in tutto il mondo.
La rivoluzione nella musica
Ottaviano Petrucci, vissuto tra il 1466 e il 1539, è stata una figura importantissima all’alba della nascita della stampa. Egli era un editore musicale italiano e fu il primo stampatore di musica in Italia. Petrucci, considerato il primo grande editore di musica stampata, utilizzò la tecnica dei caratteri mobili introdotta da Gutenberg. Infatti, se da una parte Gutenberg ha reso possibile la riproduzione meccanica dei testi scritti, Petrucci ha applicato questa innovazione al linguaggio musicale, che presentava all’epoca difficoltà tecniche maggiori. Difatti, dovevano essere stampati con precisione non solo le parole, ma anche pentagrammi, note e simboli musicali. Nel 1501, a Venezia, Petrucci pubblicò l’Harmonice Musices Odhecaton, la prima raccolta di musica polifonica stampata con caratteri mobili.
Il carattere aldino
Aldo Pio Manuzio fu una figura centrale nella questione della nascita della stampa. Egli fu un umanista ma anche editore e tipografo italiano, il cui ruolo fu quello di introdurre il carattere a stampa corsivo, o carattere aldino, ed il formato in ottavo. Il carattere aldino, inciso dal tipografo Francesco Griffo, era più compatto ed elegante rispetto ai caratteri realizzati precedentemente. Questo permetteva di stampare un testo più ampio occupando meno spazio, riducendo così i costi e rendendo i libri più maneggevoli. Aldo Manuzio, inoltre, nel 1494 fondò la Aldine Press a Venezia. Egli introdusse importanti innovazioni editoriali come il formato tascabile e l’uso sistematico della punteggiatura moderna. Il simbolo della casa editrice, l’ancora con il delfino, divenne un marchio di qualità e raffinatezza culturale.

La stampa come voce dell’opinione pubblica
Durante il XVII secolo in Europa apparvero le prime pubblicazioni periodiche, antenate dei giornali moderni. Fin dal principio, la stampa si affermò come un mezzo essenziale per l’informazione pubblica e per stimolare il confronto tra i cittadini. I giornali assunsero un ruolo centrale nella diffusione di nuovi ideali, come la libertà. il pensiero democratico e l’uguaglianza. La stampa è stata definita il “quarto potere” proprio per il ruolo che assunse, per la sua abilità ad orientare ed influenzare anche l’opinione pubblica. In questo secolo compaiono in Europa i primi avvisi e le prime gazzette periodiche, fogli informativi che riportavano notizie commerciali e politiche. Il Leipziger Zeitung è generalmente considerato il primo quotidiano europeo. Nel XVIII secolo poi si assiste ad una vera e propria espansione della stampa periodica. A Londra nasce, infatti, il Daily Courant, ritenuto il primo quotidiano inglese, seguito dal celebre The Times. La diffusione dei giornali cresce rapidamente, insieme al numero dei lettori…

Una trasformazione radicale
I giornali diventano così pian piano strumenti centrali del dibattito pubblico. Questi contribuiscono in modo decisivo alla circolazione delle idee illuministiche. La crescente influenza della stampa cominciò a preoccupare i governi europei, che introducono misure di controllo per limitare la diffusione di idee considerate pericolose. Un esempio significativo è lo Stamp Act 1712, approvato in Inghilterra nel 1712, che imponeva una tassa sui giornali per scoraggiarne la diffusione.
Il ruolo dell’Inquisizione
La circolazione di idee portò alla nascita di movimenti vari, come l’Illuminismo, che si discostavano dalle forme di pensiero e comportamentali indotte dalla Chiesa. Le autorità religiose cominciarono ad allarmarsi e reagirono a ciò istituendo degli organi per combattere tali idee.
L’Inquisizione romana era uno di quelli. Tale organo aveva il compito di controllare la circolazione delle idee ed istituì nel 1559 l’Indice dei Libri Proibiti, ” l’Index Librorum Prohibitorum” . Qui venivano elencati tutti gli scritti considerati eretici, immorali o pericolosi. Di conseguenza, stampare, leggere vendere questi libri comportava gravi sanzioni, come il carcere o addirittura la condanna a morte. Gli stampatori erano soggetti a licenze, revisioni preventive e controlli severi: senza l’approvazione ecclesiastica, un libro non poteva essere pubblicato. Spesso, le opere sequestrate vennero distrutte.
La libertà di stampa fu così sospesa.

La stampa oggi
Attraverso i secoli la stampa ha registrato un notevole sviluppo. Tra le innovazioni principali vi fu la litografia, introdotta nel Settecento, che consentì di stampare anche le immagini. Mentre nell’Ottocento alle presse da stampa fu applicata la macchina a vapore, che sostituì l’energia muscolare e rese il processo più veloce. Nello stesso periodo fu inventata anche la rotativa, ovvero una macchina atta per stampare composta da rulli. Nel 1886,invece, fu introdotta la prima linotype, cioè una macchina nella quale per la prima volta non si disponevano i caratteri a mano sul vassoio, ma si usava una tastiera simile a quella delle attuali macchine da scrivere.
Nel 1971, invece, la Xerox Corporation sviluppò la tecnologia laser. Dunque, il contenuto da stampare è generato da processi elettronici e viene impresso direttamente sul foglio di carta. Più nel dettaglio: l’immagine è trasmessa dal laser a un cilindro di selenio fotosensibile e da qui, attraverso il toner, viene riportata direttamente sulla carta. Con questo sistema è possibile stampare circa ventimila righe al minuto. Tempi record. Ma soprattutto: da questo momento in poi, chiunque può stampare in autonomamente.
Oggi esiste la stampa 3D, dove si possono utilizzare materiali che si fondono con il calore, materiali liquidi da indurire o materiali che vengono laminati e uniti tra loro.
Ci sono voluti diversi anni per far sì che la stampa 3D diventasse un fenomeno di massa. I prezzi di questa tecnologia, inizialmente, erano davvero altissimi. Ma ora la stampa 3D è usata in tanti ambiti, dall’architettura, all’archeologia, passando per l’arte e per il settore sanitario ma non solo…
Infatti, una delle novità degli ultimi tempo è la stampa 3D utilizzata per la creazione di alimenti. Questa tecnica viene utilizzata per ridurre gli sprechi alimentari, infatti vengono utilizzati dei prodotti di scarto dalla carne, frutta o verdura distorte, sottoprodotti di pesce e prodotti deperibili.
Ci si chiede se questa sia la svolta per il mondo culinario, ma sicuramente ad oggi tale tecnologia ha ancora molta strada da fare!






























































































































